martedì 8 giugno 2010

Capitolo CLIII: messaggio per i lettori

Lo so bene e l'ho imparato bene in passato. Un blog deve rimanere attivo, deve essere costante, deve essere presente nella vita dei lettori.

Sono pero' anche dell'idea che un blog sia vita, nel senso di esserne lo specchio. Ed in questo momento non riesco a scrivere un nuovo post. Questo non significa che il blog va in pensione. non penso almeno, ma semplicemente che non trovo corretto scrivere se contro voglia. E' un periodo frenetico, pieno di lavoro, di progetti di ricerca e progetti di casa da rinnovare.

torno, magari un poco cambiato.

ciao

lunedì 17 maggio 2010

Capitolo CLII: Out of the blue, to wet the bed and under the weather

Lo ammetto. Non ho mai immaginato questo blog come un raccoglitore di espressioni americane che scopro giorno dopo giorno. E, dovete ammettere, che sulla lingua americana non ho mai tessuto alcun (quasi nessuno) post.
Ma da qualche giorno ci sono un serie di espressioni che ho pensato fosse simpatico condividere con tutti voi.

La prima e' Out of the blue. Letteralmente "Fuori dal blu". In realta' si dice di un qualcosa, evento, che accade all'improssivo. Un evento inaspettato. Si narra che la frase derivi dal cielo perfettamente blu che prelude, in modo del tutto inaspettato, ad un temporale estivo. Comparso dal blu appunto.

La seconda espressione e' invece: I wet the bed. Letteralmente "ho bagnato il letto" fa riferimento a quelle notti in cui non si riesce a dormire a si decide di andare a lavoro particolarmente presto la mattina.

La terza e ultima espressione e' invece under the weather. All'inizio pensavo significasse una condizione metereologica avversa ed invece non centra un bel nulla. Essere under the weather significa non sentirsi bene, avere un lieve senso di malattia....roba da poco ma sufficiente, forse, a sentirsi il peso del meteo addosso.

Beh, non so se dovrete mai usare queste espressioni ma non capirle all'inizio significava essere tagliato ben fuori !!

Ciao !

giovedì 6 maggio 2010

Capitolo CLI: Stati Uniti, ma non troppo. Il caso Arizona

Ci si pensa poco, soprattutto per chi vive cosi' lontano, in Italia magari. Ma gli Stati Uniti lo sono davvero .....sono singoli stati uniti da un'amministrazione federale. Per esempio in Pennsylvania gli alcolici non si vendono se non in negozi specializzati (e non nei supermercati) o i limiti di velocita' cambiano molto da stato a stato.

E cosi' capita che un stato dell'ovest, vicino di casa della California si ritrova alla ribalta della cronaca da qualche settimana. Complice una nuova legge, statale, sull'immigrazione illegale ritenuta dai piu' molto molto conservatrice, al limite del razzista. Dovete sapere che il fenomeno dell'immigrazione illegale e' molto diffuso ancora negli stati del sud. Immigrazione dal Messico soprattutto. L'Arizona, stato republicano con governatore republicano, ha recentemente passato una legge che, tra le altre cose, legittimizza le forze dell'ordine nel ricercare gli immigrati illegali. E qui e' scoppiato il pandemonio con visioni di ronde notturne nelle case di poveri immigrati legali, gente spaventata per strada, gente presa per sbaglio ed interrogata per ore e via dicendo. E' una legge shock per tanti qui in America. Per quanto essere illegale sia appunto contro la legge, c'e' una diffusa mano morbida nei confronti di queste persone. Dopotutto la storia ha insegnato che gli immigrati, e tanti illegali, hanno costruito questa nazione.
Ma l'Arizona ha deciso, anche facendo riferimento ad aspetti economici, che il vaso era colmo. Tra gli aspetti economici fa effetto la percentuale degli incarcerati nelle prigioni di questo stato: il 75% sono immigrati illegali. L'amministrazione federale dovrebbe pagare per loro ma parrebbe che ultimamente non lo stia piu' facendo. E cosi' lo stato si fa giustizia.
L'Arizona tra l'altro non e' nuova a leggi al limite: chiunque infatti puo' comprarsi un'arma senza nessuna licenza o addestramento (tipo mi da un due etti di trita e una calibro 45), l'aborto non puo' avere alcuna sovvenzione statale (tipo cliniche, assicurazioni per i dipendenti statali).

Che dire, Stato che vai usanza che trovi. Pauroso.

mercoledì 28 aprile 2010

Capitolo CL: A cosa assomiglia il rabarbaro

Per il post numero 150 !!!! a voi la palla. Dovete rispondere senza andare a guardare su google. Capisco che sia difficile cosi', ma dopotutto e' anche lui un frutto della nostra terra.

Allora.....a cosa assomiglia il rabarbaro (che abbiamo ricevuto nella nostra cassetta settimanale):

-) A una patata
-) A un sedano
-) A una melanzana.

Rispondete gente, rispondete

lunedì 26 aprile 2010

Capitolo CXXXXIX: Le farmacie/ambulatori

Dopo piu' di tre anni a Pittsburgh, questo weekend ho sentito il bisogno di un dottore. No panic, niente panico. Roba da bimbi.....mal di gola, febbre alle stelle e difficolta' a deambulare. L'attentatrice era gia' stata individuata mentre cercava di allonanarsi dalla scena del misfatto con una scorta di pannolini e cane di pezza. L'abbiamo fermata alla porta. Ma tanto e' che noi siamo rimasti contaminati.
Siamo sempre stati ben forniti di antipiretici, antidolorifici (Gigi....l'Aulin), antinfiammatori, ma sul fronte antibiotici lo zero assoluto. Ed allora Domenica mattina mi sono detto: e' tempo che io veda un dottore e che mi faccia prescrivere un antibiotico.
E abbiamo fatto la scoperta dei fast-ambulatori (da fast-food) nelle grosse farmacie.
Faccio un dovuto inciso: le farmacie in america non sono solo farmacie ma veri e propri supermercati. Ci puoi trovare lo spazzolino da denti ma anche la coca cola, il test antidroga (per il figlio teenager al primo anno al college) ma anche il liquido antitosse, pellicole fotografiche vicino ai pannolini per neonati. Cosi' mentre uno si prende un aspirina si compra quello che non gli serve.
Ebbene in queste assurde farmacie/supermercati ci sono anche mini ambulatori utilissimi. Accettano tutte le maggiori assicurazioni e diagnosticano le malattie e problemi minori e meno complessi. Sono spesso gestiti da assistenti dottori e paghi un piccolo co-payment altriment detto ticket. Veloci, preparati e disponibili. Mi ricordano un poco la guardia medica italiana con il vantaggio per sono sempre li' pronti, e lo svantaggio che vai tu da loro.
Evitano di dover andare al pronto soccorso per piccole cose duranti i weekend o di avere un medico di fiducia per chi e' generalmente in salute come noi.
Si' si' avete ragione......dobbiamo sceglierci un medico di famiglia. E' nella lista delle cose da fare, praticamente in cima.

Per la cronaca c'ho le placche in gola e mi sto curando ora a bombe di pennicillina. Quindi se ho scritto in modo "creativo" sappiate che l'effetto durera' per 10 giorni solo !
Ciao

giovedì 15 aprile 2010

Capitolo CXXXXVIII: Potere della rete

Cliccate sul link e ditemi se non siete esterrefatti di avere accesso a questo.
http://www.whitehouse.gov/sites/default/files/president-obama-2010-complete-return.pdf

E ora ditemi....in Italia e' possibile ?

sabato 3 aprile 2010

Capitolo CXXXXVII: E' tempo di verdura in scatola

La primavera incalza a Pittsburgh. Quasi la chiamano estate, considerando che abbiamo avuto sia oggi che ieri venti gradi. Piacevoli, maglietta a mezze maniche, sandali, sole caldo e tempo di buttare un occhio al proprio giardino o a quello che sara' in futuro un giardino.
Ed e' anche tempo di verdura fresca. Sappiamo tutti che verdura fresca (o almeno fredda) la troviamo tutto l'anno nei supermercati: arriva da ogni dove in giro per il mondo ed arriva fresca sulla nostra tavola.
Ma io adesso mi riferisco alla verdura dei contadini, alla verdura locale, a quella della Pennsylvania. Quest'anno infatti abbiamo deciso di aderire alla distribuzione delle ceste dei contadini una volta alla settimana. Cerco di essere piu' chiaro ma immagino che abbiate gia capito il concetto generale: i contadini riuniti in cooperative portano ceste di verdura in citta' per chi sottoscrive un abbonamento semestrale.
Pagamento in anticipo (costo molto piu' basso che al supermercato) e prodotto appena colto che arriva alla tua porta. Non solo verdura, ma anche latte, uova, pane, miele e altri prodotti della campagna.
Questo tipo di idea non e' nuovo: ricordo parecchi anni fa si cercava di attuarlo anche in Italia e solo i GAS, gruppi di acquisto solidale, erano riusciti ad abbracciarlo per un po'.
La cosa sconcertante e' che qui ci sono lunghe liste di attesa per iscriversi o meglio e' necessario sottoscrivere l'abbonamento ben in tempo. Lo scorso anno ad inizio Marzo non vi erano gia piu' posti liberi.
Limiti del servizio ? Beh ti becchi nel cesto quello che c'e' quella settimana, che ti piaccia o meno. Quattro settimane di pannocchie, tre settimane di fila di rape o robe del genere. Non sarebbe possibile, e sostenibile, per la cooperativa fare cesti personalizzati. Il costo sarebbe alla stelle.
Ma dopo tutto il bello e' proprio questo....imparare a cucinare cose nuove e sane, imparare nuove ricette e godersi i prodotti della terra locale.
No ?